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About Patrizio Beccaria

L’ opera di Patrizio Beccaria trova e dimostra la sua dimensione nel panorama ad oggi solo parzialmente storicizzato dell’arte contemporanea proprio tramite una storicizzazione che raramente avviene quando un pittore è sempre vivente ed il suo stilema è in divenire.
Dipinti di questo artista sono, tra l’altro, nel Museo di Arte Contemporanea Italiana in America a San Josè i Costa Rica, nella Pinacoteca Amedeo Modigliani, nella Collezione La Fenice et des Artistes di Venezia, presso il Museo Reyna Sofia, nel Museo Nazionale d’Arte delle Seychelles, presso The  William Clinton Foundation, presso Brooklyn Museum of Art  di New York.
Forse il primo tra i critici ad accorgersi dell’innovazione a portata da Beccaria fu Livio Garbuglia, autore di un’importante ed importante monografia.
Poi un critico d’arte della statura di Paolo Levi è stato autore del volume “ Patrizio Beccaria” edito da Giorgio Mondadori in occasione della 52° Biennale di Venezia quando venne allestita una sua Personale nel  Padiglione della Repubblica di Costa Rica.
L’anno successivo, nel 2008, le Edizioni Giorgio Mondadori pubblicano un altro volume sull’opera del Maestro inserito nella Collana d’Arte di questa casa editrice a cura di Livio Garbuglia e contenente una corposa antologia critica.
Precedentemente, nel 2006, il premio Città di Livorno - Rotonda d’Ardenza, fondato da Mario Borgiotti, allestisce una personale dell’artista e si pubblica un catalogo a cura di Gregorio Rossi E Chiara Filippini.
Già nel 2005 il Museo di Arte Contemporanea Italiana in America, nella sua sede presso la Cancelleria dell’Ambasciata d’Italia, aveva allestito una mostra d il museo stesso aveva edito un catalogo introdotto dall’Ambasciatore d’Italia Gioacchino Carlo Trizzino.
Nel 2007 la Pinacoteca Amedeo Modigliani, unico museo al mondo intitolato al grande artista icona del Novecento, acquisisce un suo dipinto e per l’occasione su quest’unica opera viene data alle stampe una pubblicazione per i tipi dell’ Edizione B&V  con un saggio critico di Paolo Levi e Chiara Filippini ed introduzioni di personalità istituzionali e direttori di musei.
Nel 2009 il Salon des  Arts del Casinò di Campione allestisce, con la cura di Artouverture, un’antologia di Beccaria presentata da Vittorio Sbarbi. Questa esposizione riscuote un particolare successo presso gli addetti ai lavori, tanto è vero che sull’onda di una riflessione critica si stampa una catalogo per la prestigiosa Edizione Umberto Allemandi & C.
Sono accrediti che certificano la qualità dell’ opera del Maestro così come la sua costante e continua evoluzione che d’altronde poggia le sue fondamenta su un retroterra di notevole attività esplicata da importanti mostre che partono dal 1976; un esempio per tutte è la personale allestita all’ interno della Fiera Arte  di Reggio Emilia del 2006 dove il pittore compariva anche in altro contesto in un collettiva insieme ad opere di Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Marc Chagall, Renato Guttuso.
Il filo conduttore , tema fisso dell’opera di Patrizio Beccaria, è quel punto, centro di attrazione di quasi tutte le sue tele, da cui tutto scaturisce e sul quale deve tendere ad incentrarsi, più che lo sguardo, la tematica della profonda riflessione per avvicinarsi ad una più alta dignità.
I Mari del Sud, luogo del mito e del sogno dove il pittore trascorre lunghi periodi di meditazione e di operosità, sono proprio il luogo ideale ed idealizzato che rende possibile il connubio uomo-Dio; la natura selvaggia intesa attraverso il filtro della riflessione pittorica, intellettuale e filosofica di Beccaria che, tramite uno schema preciso della quasi astrazione, ci comunica ciò a cui dobbiamo tendere. Diventa un rifugio per  il nostro spirito, una fonte di rinnovamento  interiore; poiché questa poesia è comune al sentir cosmico. Citando John Muir “ è la natura selvaggia a condurci direttamente nel cuore dell’universo”.

Patrizio Beccaria